Account all’ottavo mese?

21.07.2010

Sono una madre impazzita se all’ottavo mese di gravidanza ho già creato un indirizzo mail alla bimba che custodisco in pancia?

Eppure non appartengo alla stirpe dell’aggiornamento profilo ad ogni ora del giorno e della notte, anzi sono pure un po’ allergica e la mia bacheca e relativo giardino dell’amicizia preferisco coltivarla dal vivo, ma ammetto che le mail e i blog mi affascinano e mi paralizzano più dei social network. Si, un account per Viola ci sta, perché lei esiste già in tutta la sua libertà, anche se per ora vive attraverso di me, ma già non per me (men che meno per il suo papà che la attende con tutto se stesso). Per se stessa, cara piccola pazza che sembri in costante risveglio muscolare a tratti troppo aerobico.

Come compriamo vestitini, ovetti, passeggini, vaschette, amido di riso per il bagnetto e altre amenità che ho conosciuto da poco tempo e che probabilmente a lei poco importeranno, così possiamo dotarla anche di un account. Al contempo sarà iscritta all’anagrafe del comune e della community della mamma e di chi avrà voglia di leggere questi pensieri disordinati. Mi da soddisfazione aver cercato una relazione consapevole con lei con variopinte modalità che istinto, libri, amici e piacevoli ostetriche che si accompagnana ad insegnanti di yoga mi hanno suggerito.

L’insonnia dell’ottavo mese mi pungola a fare ancora un po’ di più. Vorrei tracciare un legame comunicativo tipico del tempo storico in cui Viola sbarcherà. Sarà una “digital kid” come gli illustri colleghi che in questi anni l’hanno anticipata giorno per giorno nei numerosi nidi degli ospedali? Da amante della lettere scritte, stampate e spedite non mancherò di avvicinarla in modo vintage, ma lì ci staranno cose nostre che s’imprimeranno nell’intimità della carta e che Viola leggerà quando l’alfabeto la travolgerà per sempre.

In queste mail indirizzate simbolicamente a lei, che mi separano da oggi al parto, e che mi piacerebbe raccogliere in un blog, vorrei poter raccogliere e donare a donne e uomini quanto ho scoperto in questi mesi e che già mi ha cambiato la vita. Si, lo so… state già pensando che sarà nulla rispetto a quanto ancora non so e mi abbraccerà nei prossimi mesi. Per ora è questo e se presuntuosamente mi permetto di condividerlo è perché mi sono resa conto che in questi anni nessuno mi ha regalato confidenze di questo tipo, ma che sicuramente avrà percepito. Sono certa di essermi avvicinata a loro distratta o di non aver fatto le domanda giuste o creato quell’ascolto capace di attivare un tale dono. Che peccato. Ogni volta che qualcuno mi chiede qualcosa di quanto sto vivendo, per prima colgo l’imperfezione di non saper reagire con un racconto davvero degno della grandezza dell’esperienza.

Eppure finora non è stata una gravidanza così tranquilla da sprofondare nella poesia; ogni mese (ancora adesso!) sta riservando le disfunzioni del caso, alcune proprio faticose ed infinite, ma niente comprime lo stato regale in cui mi sento immersa e che vorrei provare a condividere, perché sento che potrebbe far bene indistintamente. La vita che sboccia non può infastidere nessuno, basta respirare a fondo e trovare le parole per raccontarla. E anche tutto quello che gira di assurdo o poco accogliente nei confronti di una pancia invisibile o extra visibile che si aggira nel nordest. Magari nel meridione è diverso, lasciamo il dubbio…

Chissà se questo movimento di piedini di mia figlia è un applauso al progetto o una rimostranza per tanta velleità. Rischio e inizio questo carteggio mail che chiamerò Viola pensiero n°…. tra madre e figlia in Ccn al giardino amicale. Come un profumo direbbe Chanel, un profumo di vita.

A presto, una webmamma

p.s. Di solito l’inoltro è sconsigliato, quantomeno se non concordato, in questo caso è suggerito (soprattutto perché molti indirizzi purtroppo sono rimasti in ufficio e non ho ancora ripreso la rubrica…) … e ancor più come anticipavano tempo addietro negli Atti degli Apostoli “noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”.

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