Come fare catechesi in famiglia con il cinema

06.04.2020

Ho curato per ACEC e l’UCSN un progetto semplice e delicato di “catechesi a domicilio” con il cinema.

Qui trovate le schede che ho prodotto per tre target: bambini, preadolescenti, per tutti.

 

Il senso dell’iniziativa.

Che la catechesi potesse essere vissuta anche nelle nostre case, appoggiandosi alle risorse genitoriali, non è di certo una novità dettata dal contesto del Covid19.  Si tratta di un auspicio che si è sempre corteggiato ma, come dice il proverbio, «la necessità torna in volontà». E così l’isolamento che si protrae induce, in tal senso, a mettere a disposizione un progetto di catechesi che si possa sperimentare proprio nel “focolare domestico”, per non rinunciare totalmente al percorso di iniziazione cristiana.

Essere attori della catechesi in famiglia senza altre mediazioni, in attesa di nuovi scenari comunitari, significa mettersi in gioco da adulti come guide capaci di parola e di ascolto. A facilitare il compito dei genitori sarà, però, il metodo su cui si appoggia questa forma di catechesi “a domicilio”: sarà infatti il linguaggio cinematografico, già utilizzato anche negli incontri in parrocchia, ad essere fonte di corrispondenze e consonanze con il Vangelo e la spiritualità cristiana. La casa e la famiglia sono senza dubbio luogo di intimità: quale contesto migliore, allora, per parlare di spiritualità? Il tentativo delle schede messe a disposizione è, infatti, quello di attivare una vita interiore di genitori e figli in comunione con Gesù Cristo.

Attraverso una visione filmica disponibile nelle piattaforme digitali (talvolta molto breve, altre volte più lunga), e gli approfondimenti pensati in abbinamento a misura di bambini e di ragazzi, si cercherà di suscitare la possibilità di cogliere parole fondamentali della fede, parole buone prima di tutto per la vita in famiglia.

E’ un cammino senza troppi schematismi che si propone, con semplicità e amore per l’arte, di custodire la nostra fede in un tempo particolarmente complesso, sapendo che da un allenamento in tempi difficili potrebbe nascere anche una buona prassi per il futuro.

 

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