Il virus del “non ho abbastanza tempo”. VIOLAPENSIERO n. 55

27.02.2020

Il primo e più misurabile processo di accelerazione è quello che interessa i trasporti, le comunicazioni e la produzione, e può essere definita accelerazione tecnologica. Il secondo è l’accelerazione dei mutamenti sociali, che sottintende che anche il ritmo del cambiamento sociale stia accelerando. Il concetto di fondo è che nelle società tardomoderne la stabilità istituzionale (per esempio, in ambito familiare e occupazionale) sta conoscendo un inesorabile declino. Il terzo processo è l’accelerazione del ritmo di vita, ed è soprattutto su questo che si concentra gran parte delle riflessioni sull’accelerazione culturale e sulla presunta necessità di decellerazione. Per ritmo (sociale) si intende la velocità e la compressione  delle attività e delle esperienze nell’esistenza quotidiana.

“La tirannia del tempo. L’accelerazione della vita nel capitalismo digitale” di Judy Wajcman (Treccani 2020)

Senza essere un saggio come quello citato qui sopra che ha destato il mio interesse in ogni pagina, Ken Loach con Sorry we missed you racconta con dovizia di esempi la complessità che questo scenario sta portando nella vita di molte famiglie.

L’ho visto con Viola. Abbiamo sofferto, certo, ma rimarrà un film che ci unirà per sempre: un cinema palpitante in ascolto dei processi sociali e dei drammi contemporanei.

Dovevamo avere più tempo libero in onore di tutte queste innovazioni e invece ne abbiamo meno. Chiediamoci il perché sedendoci davanti a questo film.

 

 

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