violapensiero n°00

29.08.2010

Spesso la nostra idea di felicità è un’esaltazione della giovinezza. Per me la felicità ha più livelli. Non è uno stato euforico, ma è piuttosto accompagnata da questa sensazione: sono proprio nella fase della vita in cui devo essere. Sono al punto giusto come bambino, giovane, marito, moglie, padre, madre. Fa parte di questo processo anche che io mi ritiri al momento giusto. Un altro passo importante è che io faccio posto a quelli che vengono dopo di me, e che affronti la morte.

(B. Hellinger)

 

01/09/07


Vogliamo dedicare un pensiero a tutti voi che avete accolto il nostro invito a partecipare a queste nozze. Bene arrivati allora! Davanti a questo altare vorremmo provare a dire a tutti voi che siete la nostra vita perché ci sposiamo.


Ci sembra una buona scelta perché in questi anni di fidanzamento siamo stati un argine l’uno per l’altro, un contenimento sano per tanti limiti e fragilità che ci caratterizzano. In tanti casi Mauro mi ha capita dove nemmeno io c’ero riuscita, e viceversa.


Oggi vogliamo dare fiducia a questo bene che abbiamo sperimentato. Sentiamo che nella nostra vita di fede queste nozze sono espressione dell’amore di Dio per noi. Celebrare il sacramento del matrimonio per noi è accogliersi reciprocamente nella semplicità di quello che siamo e scegliere di crescere insieme. Ci auguriamo di imparare a volerci bene sempre meglio e che questa nostra unione diventi feconda nei modi che il Signore ci vorrà donare.


Quando potrete e con semplicità, vi chiediamo di starci vicini in questa promessa di bene che oggi ci facciamo.

(Introduzione e saluto della liturgia di nozze di Arianna e Mauro)

 

 

Voglio rubare una metafora ad un amico caro. Quella del trampolino e del tuffatore.
Questo blog in ogni suo post ha avuto un trampolino e un tuffatore (che nei commenti è diventato un sostantivo al plurale, grazie!). Il trampolino ovvero le tante suggestioni raccolte da letture, da uomini e donne pensanti, anche in modi scomodi o diversi dal nostro, ma che male non fanno. Inducono una costruzione del sapere della vita, che aiuta a vivere nella consapevolezza, a fare delle scelte, anche in direzione contraria a quanto letto e meditato. Ma inducono. Un trampolino che attiva un processo, un tuffo nel vuoto ma prima o poi ritorna l’acqua sulla pelle e rivive la gravità, nell’urto saltano teorie e modelli, per poi rivivere nella nuotata sinuosa che di lì a poco seguirà.
Il trampolino e il tuffatore. C’è bisogno di entrambi, c’è lo slancio e poi c’è l’arte e la bellezza che solo ciascuno può imprimere nel suo “volo”.
In questo post di oggi – giornata particolare in cui Viola ha lasciato la perfezione del grembo per l’imperfezione della vita – ho voluto mettere due suggestioni che richiamassero proprio queste due entità vibranti del blog: il trampolino (Hellinger, superlativo) e il tuffatore (gli sposi, oggi – in realtà già da 9 mesi! – genitori).
Ok, da ora si vola, ci si tuffa e chissà quanto durerà questo salto nel vuoto, ma come dice Hellinger è la felicità; l’uomo e la donna che sentono di essere dove dovrebbero essere e che da oggi contano i giorni di vita nel senso contrario. Quanto ci separa dalla morte. Non inorridite, nessuna tragicità in queste parole; se prestate orecchio si sentono campane gioiose. Si davvero, per far posto alla vita, abbiamo fatto un po’ di spazio alla morte. La madre nel parto (alla fin fine una lunga preghiera a Dio nell’apice dell’incarnazione) e la coppia per la vita.
Ed è felicità. E’ compimento.
 
Oggi come tre anni fa, la frase è la stessa: ora stateci vicino.
Come per le mail dove tentenni qualche secondo, ma poi premi invio e la posta si avvia irrimediabilmente al suo destinatario, così per i post c’è la casella “pubblica”. Beh, oggi la freccina su “pubblica” l’ha sistemata e cliccata Viola. Dopo tanti mesi di chiavetta usb inserita nell’ombelico da cui la mamma le inoltrava i suoi e i vostri pensieri, è entrata anche lei nella fase dell’”invio”.
E’ stata una gravidanza intima (primo trimestre), amicale (secondo trimestre) e pubblica (terzo trimestre). Rifarei tutto nello stesso ordine, senza rimpianti. Il blog rimane aperto. Nessuna esplosione. E rimane con e per quella voglia di comunità che un figlio ti sprigiona in tutto te stesso. Pubblica come comunità.
A presto, non so tra quanto, ma sarà.

 

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