Violapensiero n°41

08.01.2012

Se fossi al posto Gil, il protagonista di Midnight in Paris di Woody Allen, salirei sulla carrozza sperando di incontrare nella mia notte parigina l’uomo che non ho potuto conoscere. Il poeta che ha segnato la mia giovinezza e ha riempito di significato parole inderogabili. Sono cresciuta pensando che il matrimonio fossero questi suoi versi:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

La dimensione simbolica del matrimonio, di un legame di coppia eterno ma finito, dentro di me si è arricchita, ora, anche di immagini. Questo  cortometraggio spagnolo, Paper memories, di Theo Putzu  in stop motion (chi lo direbbe?) che ben si accosta ai versi di Montale.

Ho partecipato come presidente di giuria (insolita quanto stimolante e esperienza!) all’edizione 2011 del festival di cortometraggi “Cortiamo” che si tiene da anni ad Alcamo in Sicilia. Il vincitore dell’edizione è stato proprio il fulminante Paper memories. Leggi le motivazioni.

 

 

 

 

 

 

Ho visto il mare d’inverno. E ho scoperto un cortometraggio che mi accompagnerà – con Eugenio! – nel milione di scale che mi attendono. Mille grazie, lunga vita a Cortiamo:-)

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