Il Segreto #Violapensiero 46

20.04.2017

Il padre non esige il dialogo – la comprensione reciproca –, ma riconosce il desiderio del figlio come un enigma indecifrabile. Questa indecifrabilità non è forse un’esperienza costante di ogni genitore? Ma non è proprio da qui che sorge l’amore come apertura assoluta al mistero dell’alterità del figlio? Il rispetto per il segreto del figlio non indica forse che la genitorialità non è mai un’esperienza di acquisizione, di appropriazione, ma di decentramento di sé? L’amore non è empatico, non si fonda sulla comprensione reciproca, sulla condivisione, ma è rispetto per il segreto dell’Altro, della sua solitudine; l’amore si fonda sulla lontananza della differenza, sull’incondivisibile, sul reale inassimilabile del Due. Ciò vale nel rapporto fra genitori e figli e ancora di più in ogni legame d’amore. (M. Recalcati, Il segreto del figlio – Feltrinelli 2017)

 

Viola ha vomitato per un mese di recente.
Come un orologio svizzero ogni settimana.
Un po’ alla volta, finalmente, si è interrotta l’angosciante ritmica a cui mi obbligava il suo corpo.

Mi sembrava di essere al cospetto del segreto di cui scrive Recalcati, di affrontarlo in tutta la sua imponenza e di poterlo soltanto accogliere. Senza possibilità di ribellione nei confronti di un enigma indecifrabile che mi posizionava di nuovo al mondo; mi costringeva presente a me stessa nel considerare le (mie) modalità di relazione; mi obbligava a decifrare il codice del (mio) farmi prossima a lei.

Quando manca finalmente la gratificazione – e per noi significa purtroppo – nell’esperienza genitoriale accade il miracolo della lontananza che toglie il respiro spingendoci ai margini di un ring che vorremmo abitare con sicurezza, decisione e tante volte nella fretta. “Decentrati”, dice bene Recalcati, tocchiamo la differenza, respiriamo la (nostra) umana tossicità senza diluirla per due nella scorciatoia della condivisione.

Con il fiato sul collo non si è mai stati bene.
Ogni giorno possiamo decidere di provare a fare un passo indietro.
Senza vergogna, siamo tutti balbuzienti di fronte al Segreto.

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