Violapensiero n°42

08.01.2012

Viola ha compiuto da poco 16 mesi e sta bene, serenamente bene. Se non dovessi passare per la sala parto, vorrei essere incinta di nuovo. Sì, senza vergogna: che paura a ritornarci!!! La sala parto mi blocca più della crisi di cui tutti parlano e che sperimento ogni settimana con rassegnata tristezza quando spendo 78€ per il pieno di un’Opel Corsa sui 15 anni (da rottamare come suggerirebbe il sindaco di Firenze). In sala parto, invece, è un po’ come avere una squadra della Ferrari pronta per un pit stop tutto per te. Peccato che talvolta duri così tanto da cambiare 2-3 squadre. Accipicchia! Forse, se ogni giorno guardassi Viola con più attenzione cogliendo il suo essere anche grazie a quel dolore straziante, tornerei più coraggiosa. O forse il coraggio mi verrà solo con un rinnovato fagiolino in pancia.

La crisi, invece, in tema di espansione familiare non mi spaventa. Già con il primo figlio si sperimenta quanto, d’altronde, la parsimonia si possa apprendere senza troppi traumi o insoddisfazioni. Impari una sobrietà su alcune dimensioni prima impensabile e perfino appagante. Un sano processo virtuoso per cui anche la  teoria della decrescita mi sembra molto più lineare di quanto immaginavo.  Certo, bisognerebbe provare a ridimensionare o contenere alcune aree professionali/produttive e piuttosto espanderne altre molto più sane a livello esistenziale. A volte mi chiedo: aiutare le persone a chiudere delle attività che non si giustificano più per aprirne delle altre più sensate e più utili ad un società con al centro l’esperienza della relazione, della famiglia e del benessere della persona E’ FANTASCIENZA???

Forse i filosofi ci possono aiutare in tema di produzione? Mi sembrano poco chiamati in causa, eppure avrebbero molto idee sulla vita, sul sentimento della vita che varrebbe la pena prendere in considerazione. Ascoltiamone più di uno, lasciamoci dire. Ipotizziamo nuovi modi di vita. Forse ci siamo consigliati per troppo tempo con cattivi maestri senza idee e solo “passatempi” che ci toglieranno storia e futuro.


Nel 2012 vorrei continuare a decrescere. Se non l’avessi fatto quest’anno almeno un po’, non avrei mai visto:

… Viola che mette un po’ per volta le scaglie del pecorino nella sua zuppetta di lenticchie, fagioli, riso integrale e grano saraceno. Il tutto dura almeno un’ora. Esito finale: piatto vuoto ma in realtà si è celebrata una liturgia!

… Viola con i maglioni arruffati dei giorni feriali. Eppure così elegante. Non voglio esserci sono nei giorni di festa quando la imbellettiamo senza ritegno o quando ha il pigiama.

… Viola che porta la ciuccia di latte di riso alla befana appesa alla finestra. Sarà la gratitudine per il paio di ballerine da 7€ che ha trovato nella calza o la stima tra simili arruffati?

… Viola che della messa apprezza soltanto i canti. Il resto in sacrestia tra santi e vescovi appesi alle pareti di cui scoprire i nomi:-) la mamma sopravvive nella galleria d’arte ringraziando la sintesi del nostro parroco.

… Viola che dialoga con (la) Linda – il mio cane di età similare alla Opel Corsa –  che sembra un protagonista di origine animale del film Emotivi anonimi.

Viola che corre per ore verso il buio del reparto notte per giocare a nascondino con mamma e papà. Eppure ero convinta che il buio facesse paura ai bambini. Allora anche i genitori possono affrontare il buio insito in nuove scelte?

… Viola estasiata di fronte al mistero buffo delle candele. Mi costa più di lumini colorati che di vestiti. Devo ricordarmi che la candela educa al senso del tempo. E’ una clessidra più poetica. Tra qualche anno le dirò: “hai il tempo di un lumino per guardare rai yo yo?”.

… Viola che scopre l’anatomia della mamma in vasca. E scopre di riflesso la sua sessualità. Piccole donne crescono senza idromassaggio.

… Viola che non parla (l’italiano) ma sa (l’italiano), ascolta le storie lette nei suoi libretti o inventate da mamma e papà. Si scioglie in alcuni punti, sorride in altri. Ho compreso che cosa significa “pensa prima di parlare” e che se io e il padre litighiamo è perché usiamo troppo l’italiano e non diamo spazio ad altri codici di comunicazione come lei. Non avrei mai potuto immaginare che si potessero modulare tante varianti di AHHHH  ma soprattutto comprendere, perfino, il significato di ciascuno di essi.

… Viola che nella miglior tradizione dei koala in dieci secondi riesce a darmi un bacio, seguito da carezze completate da un abbraccio deciso. In questi momenti mi sembra di produrre tonnellate di miele degno di un presidio Slow food.

… Viola che dopo aver abbracciato la mamma e il papà, rompe l’abbraccio per allargarlo a tutte le persone che ci sono in casa con noi. Finora non si sono ritratti neanche gli adulti più timidi o imbarazzati. Tornerete come bambini?

… Viola che storce il naso contrariata per un po’ di pappa fuori dal piatto, e che poco dopo s’infanga o s’impaglia senza fastidio. Non tutto sporca. Pensiero su cui tornare.

 

 

 

 

 

 

 

Si lo a cosa state pensando… no tranquilli, anche Viola è a tratti furiosa o impaziente come tutti i bambini che conoscete. Ciò non toglie nulla a quanto scritto qui sopra. Anche lei è come noi, fatta di tante parti che cercano integrazione tra loro. Saremo capaci di aiutarla?

 

E voi cosa avete intravisto nelle vostre “decrescite”?

 

… finendo con il un sorriso amaro di Ascanio Celestini sul PIL

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